Una grande
tradizione
L'avvio dell'attività vivaistica viticola
in Trentino risale ai primi anni del secolo scorso.
Nacque come risposta alla fillossera, la malattia
che distruggeva le viti, e per la quale non si riusciva
a trovare un sistema di lotta.
Fu nel 1901 che i vigneti trentini cominciarono ad
essere infettati dall'afide della fillossera e fu
in quella fase d'emergenza che l'Istituto agrario
di S.Michele svolse un ruolo centrale per uscire dalla
drammatica situazione in cui si trovava la viticoltura
trentina.
L'Istituto agrario «riuscì a precedere
sia i tempi che gli eventi, portando avanti l'idea
che l'unico mezzo sicuro per salvare la viticoltura
consisteva nella ricostituzione completa dei vigneti
su soggetto americano resistente». Da qui l'avvio
dell'attività vivaistica dell'Istituto.
Ben presto ci si rese conto che le barbatelle prodotte
dallo stesso erano insufficienti per coprire la domanda,
o meglio l'esigenza manifestata dai viticoltori trentini.
Soddisfare la domanda di barbatelle innestate non
era quindi solo una semplice questione commerciale,
bensì là risoluzione definitiva per
l'invasione filosserica manifestatasi.
L'impegno fu enorme ma contribuì al rafforzamento
della viticoltura che a vent'anni dalla fine della
prima guerra mondiale, raggiunse la superficie di
15.000 ettari contro i meno di 10.000 attuali.
I Vivai Giovannini Romano, azienda a conduzione
familiare da generazioni opera nel settore e dagli
anni '60 si è specializzata nella produzione
di barbatelle innestate selezionate sia certificate
che standard.
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