Vivai Giovannini Romano - Sangiovese timbro Vivai Giovannini Romano

Sangiovese

disponibile

Cloni:

ISV 2 , SS-F9-A5, B-BS-11, CCL 2000/1, CCL. 2000/4, CCL.2000/7, TEA 6

Fenologia

Condizioni d osservazione: si considerano quelle riguardanti la collezione sperimentale dell azienda agraria della Facoltà di Agraria e Forestale dell Università di Firenze nella quale sono stati introdotti vari cloni studiati nelle tipiche aziende chiantigiane.

Ubicazione

Altitudine: m 148 s.l.m.

Esposizione: sud-ovest.

Portainnesto: Berlandieri x Riparia 420A.

Età delle viti: da 3 a 5 anni nella collezione e da 15 a 25 anni nelle aziende allo studio per le indagini ampelografiche.

Sistema di allevamento: a media espansione.

Forma di potatura: “archetto toscano” e “Guyot”.

Terreno: eocenico derivante da calcare alberese, di natura argillo-calcarea-silicea, con scheletro piuttosto abbondante; arido.

Fenomeni vegetativi

Germogliamento: [S.G. e S.P.] prima-seconda decade di aprile.

Fioritura: [S.G. e S.P.] terza decade di maggio.

Invaiatura: [S.G. e S.P.] terza decade di agosto.

Maturazione dell uva: [S.G.] terza decade di settembre-15 ottobre; [S.P.] prima quindicina di ottobre.

Caduta delle foglie: [S.G. e S.P.] seconda quindicina di novembre.

Caratteristiche ed Attitudini colturali

Vigoria: [S.G.] notevole; [S.P.] buona, ma inferiore a quella del “Sangiovese grosso”.

Produzione: [S.G.] abbondante e costante nel clone di cui ci si occupa; [S.P.] non molto abbondante, ma costante nel clone di cui ci si occupa.

Posizione del primo germoglio fruttifero: [S.G. e S.P.] 2°-3° nodo.

Numero medio di infiorescenze per germoglio: [S.G. e S.P.] 1-2.

Fertilità delle femminelle: [S.G. e S.P.] buona.

Resistenza alle malattie: [S.G. e S.P.] buona.

Comportamento rispetto alla moltiplicazione per innesto: [S.G. e S.P.] ha buona affinità di innesto.

Utilizzazione

è uno dei vitigni classici che entra nella formula del vino Chianti. Fra i vitigni classici del Chianti è quello fondamentale. Nella mescolanza tipica del vino Chianti rientra con percentuali variabili da zona a zona che raggiungono perfino i 7/10. Fra le varie mescolanze tipiche del Chianti è abbastanza frequente quella contenente i 4/5 di uva nera (in prevalenza “Sangiovese” e un po di “Canaiolo”) ed 1/5 di uve bianche. Generalmente si unisce con il “Canaiolo nero” (5-15%), la “Malvasia” (5-15%) ed il “Trebbiano” (5-15%). Si può vinificare anche da solo, ma se ne ottiene un vino piuttosto rude, che invecchiando assume un colore troppo “aranciato”.

  • varieta-rossa

Testi e foto presi dal sito: http://catalogoviti.politicheagricole.it/

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