Vivai Giovannini Romano - Vespolina timbro Vivai Giovannini Romano

Vespolina

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Cloni:

CVT 31

Fenologia

Condizioni d’osservazione: il primo clone (A) si trova nel comune di Canneto pavese (prov. di Pavia), in località Colomborone, in un vigneto del sig. Ing. Zucchini, il secondo clone (B) si trova in località “Castello” (comune di Boca, prov. di Novara), in un vigneto del Comm. Minazzoli Pierino, il terzo clone (C) si trova in località Fornace Baragioli (comune di Ghemme, prov. di Novara), in un vigneto del sig. Magistrali Carlo.

Ubicazione

Longitudine: (A) 9° 15′ E; (B) 4° 03′ ad ovest del merid. di Roma (M.te Mario); (C) 4° 01′ ad ovest del merid. di Roma (M.te Mario)..

Latitudine: (A) 45° 05′ N; (B) 45° 36′ N; (C) 45° 36′ N.

Altitudine: (A) m 240 s.l.m.; (B) m 400 s.l.m.; (C) m 280 circa s.l.m.

Esposizione: (A) NE; (B) Sud-sud-pvest; (C) Ovest-sud-ovest.

Portinnesto: (A) 420 A; (B) Rip. x Rup. 101/14.; (C) Berland. x Rip. 420/A..

Età delle viti: (A) 40 anni; (B) anni 35; (C) 14 anni.

Sistema di allevamento: (A) a filari semplici; (B) quello detto localmente “Maggiorino” (dal comune di Maggiora) o “a quadretti”. Le viti sono piantate a gruppi di due, alla distanza di m. 4 in quadrato fra i singoli gruppi e sono allevate a piramide quadrangolare capovolta (ricavando due branche principali da ciascuna vite) fino all’altezza di m. 1,50 – 1,60 da terra; (C) come nel caso precedente (Boca).

Forma di potatura: (A) piuttosto povera e di lunghezza variabile. Si tratta di una sorta di Guyot multiplo, con capi a frutto di media lunghezza o meno ed in numero proporzionato alla robustezza del ceppo; (B) schematicamente: da ciascuna branca principale ascendente, si fanno derivare (dirigendole orizzontalmente ed in sensi opposti) due branche secondarie, che porteranno i tralci annuali a frutto. Questi variano assai di numero e di sviluppo (secondo la robustezza della branca che li alimenta) e le branche – sia le primarie che le secondarie – hanno durata non definita, dipendente dalla frequenza con la quale il potatore ritiene di dover allevare tralci di sostituzione. Tale forma di potatura, tendenzialmente lunga e ricca, non essendo adatta alla “Vespolina”, i viticoltori generalmente rimediano riducendo la lunghezza delle branche secondarie ed il numero e la lunghezza dei tralci a frutto, onde ne deriva praticamente una potatura mista; (C) come nel caso precedente (Boca).

Terreno: (A) di medio impasto; (B) collinare: in lieve pendio. Di natura argillosa (derivante da roccia feldspatica con ossidi di ferro), ma che non s’impasta se bagnato, profondo, fresco, di facile sgrondo; (C) di bassa collina; prevalentemente argilloso, derivante da remota bonifica di brughiera, profondo, poverissimo di calcare, a reazione subacida.

Fenomeni vegetativi

Germogliamento: verso il 15 aprile.

Fioritura: 5-15 giugno.

Invaiatura: Verso il 10 agosto.

Arresto dell’accrescimento dei tralci: Verso il 25 luglio.

Maturazione: III epoca (25-30 settembre).

Caduta delle foglie: dalla fine di ottobre alla metà di novembre.

Caratteristiche ed Attitudini colturali

Vigoria: non più che media. Richiede potatura piuttosto corta e moderatamene ricca. E’ inadatta ai sistemi di allevamento espansi, quali tradizionalmente si praticano nelle zone viticole qui considerate, ed obbliga – durante la potatura – ad accorgimenti di ripiego, che possono non avere sempre una sicura efficacia. E’ assai più adatta per sistemi di allevamento alla Guyot o alla Sylvoz alquanto raccolti. L’Ing. Pietro Selleti, Vice-Presidente della Commissione ampelografica di Novara nel 1877, scriveva che la “Vespolina” va coltivata a tralcio corto.

Produzione: regolare, ma non abbondante. Come quantità generalmente non regge al confronto con gli altri vitigni più coltivati nelle zone viticole qui considerate; inoltre molti viticoltori (specialmente nell’Oltrepò pavese) muovono alla “Vespolina” l’addebito di non più maturare regolarmente l’uva da quando le viti devono essere innestate su piede americano. In particolare, l’innesto sarebbe la causa per cui facilmente nei grappoli si vengono ad avere percentuali più o meno elvate di acini che rimangono immaturi o ad-diritura verdi. Senza voler qui accettare o confutare tale asserzione, va però rilevato che, secondo alcuni fra i viticoltori novaresi più esperti che ancora coltivano la “Vespolina”, la maturazione irregolare di quest’uva, con una persistenza di acini verdi nei grappoli, si verifica almeno con molto maggior frequenza quando il vitigno si trova in terreno ricco di materia organica. Sarebbe quindi interessante indagare qual parte possano rispettivamente avere nel fenomeno il portinnesto e la natura del terreno, oltre al sistema di allevamento e potatura. La cosa è degna di attenzione, perché (come fu già detto al capitolo II) il vitigno è di qualità pregevole. Il Di Rovasenda scrisse che quest’uva “è la migliore da vino in Val di Staffora (Pavia)”; il Selletti la elencò fra “le migliori qualità di uve che si coltivino nelle colline piemontesi ed in particolare in quelle della provincia novarese”.

Posizione del primo germoglio fruttifero: generalmente sul primo nodo; a volte sul secondo.

Numero medio di infiorescenze per germoglio: normalmente due.

Fertilità delle femminelle: saltuaria, comunque senza importanza.

Resistenza alle avversità: è alquanto sensibile alla peronospora; offre resistenza normale all’oidio, più rimarchevole alle brinate. Va piuttosto soggetta al marciume dell’uva.

Comportamento rispetto alla moltiplicazione per innesto: l’attecchimento per innesto e l’affinità coi portinnesti americani appaiono in generale buoni, ma non ottimi. I portinnesti più usati sono attualmente, anche per la “Vespolina”, il Kober 5 BB ed il 420/A. Nel Novarese si ricorre ancora al 3309 ed al 101/14, mentre la Rupestris du Lot, un tempo assai usata, è in abbandono.

Utilizzazione

L’uva “Vespolina” viene praticamente usata solo per la vinificazione. Al consumo diretto è di sapore dolce e sgradevole, ma la sua conservabilità assai limitata fa sì che il consumo per tale via non possa essere che immediato. Vinificata da sola, dà un vino moderatamente alcoolico, fino, delicatamente profumato, di colore piuttosto vivace. Ma del vino di sola “Vespolina” non se ne producono, nel Novarese, altro che piccoli quantitativi per uso familiare.

  • varieta-rossa

Testi e foto presi dal sito: http://catalogoviti.politicheagricole.it/

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