Timbro Vivai Giovannini Romano

Barbera

Cloni disponibili: I-AT-84, GJ-1

Il vitigno Barbera è diffuso in Piemonte, Lombardia e in varie regioni del centro Italia. In Piemonte è diffusa su tutto il territorio, in particolare nelle zone di Asti ed Alba. “La” Barbera: per tradizione il nome del vitigno è indicato al femminile (la Barbera appunto). Il vitigno Barbera è meno antico di altri coltivati in Piemonte, quali i Moscati, il Grignolino e il Nebbiolo. Le prime testimonianze scritte certe risalgono alla fine del XVIII secolo, anche se probabilmente la grisa o grisola descritta da Pier de Crescenzi nel 1495 era proprio la Barbera. La sua coltivazione si è espansa notevolmente nel corso degli anni ed oggi la Barbera è il vitigno a bacca rossa più diffuso nella regione ed assieme al Sangiovese, il vitigno a più ampia diffusione in Italia.

La Barbera in quanto vitigno è meno sensibile al territorio di altri vitigni tipici piemontesi, quali il Nebbiolo, tuttavia si possono riscontrare nei suoi vini alcune caratteristiche peculiari ascrivibili alle varie zone di produzione.In passato la Barbera era considerato un vino “rustico”, a causa della sua elevata acidità fissa, ma con il tempo ha accresciuto la sua fama, grazie ai moderni ed appropriati processi di vinificazione, che hanno permesso di creare sia ottimi vini di pronta beva, sia vini di media longevità e buona struttura che resistono al tempo e si evolvono con l’affinamento. Come il Nebbiolo, anche la Barbera fa riconoscere nei suoi caratteri la natura del suolo di provenienza da cui la differente impronta che si può notare nelle diverse denominazioni che la rappresentano. La barbera è alla base di due vini DOCG, entrambi piemontesi, la Barbera d’Asti DOCG e la Barbera del Monferrato Superiore DOCG.

Fenologia
Condizioni d'osservazione: Il clone descritto è situato in comune di Nizza Monferrato, nelle seguenti condizioni:

Ubicazione
Longitudine: 8°20'15'' E (Greenwich); 4°6'45" O (Monte Mario);

Latitudine: 44°46' N;

Altitudine: m 190 s.l.m;

Esposizione: sud;

Portinnesto: "Berlandieri" x "Riparia 420 A";

Età delle viti: 25 anni;

Sistema di allevamento: a filare basso;

Sistema di potatura: tipo Guyot;

Terreno: collinare, di medio impasto (argilloso-calcare).

Fenomeni vegetativi
Germogliamento: medio-precoce (per lo più nella prima metà di Aprile).

Fioritura: media (per lo più nella prima decade di Giugno).

Invaiatura: media (per lo più verso la metà di Agosto).

Maturazione dell'uva: III epoca (per lo più ai primi di Ottobre).

Caduta delle foglie: per lo più verso la metà di Novembre.

Caratteristiche ed Attitudini colturali
Vigoria: buona, ma non eccezionale. Nella sua zona più tipica di coltura viene allevato con sistemi tipo Guyot, per lo più con un solo capo a frutto relativamente lungo (10, anche 12 gemme), molto più raramente con due capi a frutto.

Produzione: è considerata una delle più costanti per i vitigni piemontesi, e, relativamente, abbondante; solo in annate decisamente sfavorevoli può andar soggetta a colatura.

Posizione del primo germoglio fruttifero: 3° nodo (più raramente 2°).

Numero medio di infiorescenze per germoglio: per lo più 2 (raramente 1).

Fertilità delle femminelle: trascurabile.

Resistenza ai parassiti ed altre avversità: piuttosto sensibile alle gelate e brinate (relativamente ad esempio al "Freisa"). Quanto alla resistenza alle malattie crittogramiche, i pareri non sono sempre concordi: chi lo considera più ricettivo all'oidio che alla peronospora; chi al contrario; tuttavia si può bene difendere da entrambe queste crittogame. In autunni piovosi l'uva va piuttosto soggetta al marciume, anche perché piuttosto attaccata dalle tignole (specialmente la cosiddetta "Barbera grossa", a grappoli serrati).

Comportamento rispetto alla moltiplicazione per innesto: oggi i portinnesti preferiti sono il "420" e il "Kober 5BB" (quest'ultimo tende a prevalere sul primo, ma non dappertutto la maturazione dell'uva avviene con esso egualmente bene). Poco usata la "Ruprestis du Lot" (che può provocare colatura) e, nei terreni molto calcarei, il "41 B" (che in qualche caso ha dimostrato di ritardare la maturazione). Ormai abbandonati gli ibridi di "Riparia" x "Rupestris", specialmente per le frequenti fallanze lamentate negli innesti sul "3309".

Utilizzazione
Esclusivamente per la vinificazione.

Tabella Caratteristiche portainnesti

ROSSE VINO

Innesti in scatola rossa

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