Timbro Vivai Giovannini Romano

Colorino

Il Colorino è un vitigno a bacca nera autoctono della Toscana, probabilmente risultato dall’allevamento di uve selvatiche che crescevano spontanee nella regione. In passato le uve del Colorino venivano appassite e assemblate con il Sangiovese, in parte per apportare colore al vino e in parte per ammorbidire la sua tannicità caratteristica nell’uvaggio del Chianti. Il nome Colorino infatti è dovuto alla forte pigmentazione dei suoi mosti, per la quale veniva usato per rinforzare vini particolarmente scarichi. Oggi questa caratteristica non sicuramente più necessaria nel Chianti, in quanto gli attuali cloni del Sangiovese forniscono vini di qualità superiore e vengono spesso assemblati con il Merlot, il Cabernet Sauvignon e lo Syrah.

Fortunatamente il Colorino non è stato completamente abbandonato e i viticoltori che ne hanno continuato la coltivazione hanno a loro volta sperimentato nuove clonazioni, arrivando ad ottenere dei buoni vini anche in purezza. Il Colorino ha grappoli di piccole o medie dimensioni, con forma conica, alati, variamente compatti. Le bacche sono di dimensioni altrettanto piccole o medie, sferiche, abbondantemente ricoperte di pruina sulle spesse bucce nere tendenti al violetto. Il Colorino è un vitigno poco vigoroso, ma in compenso fornisce rese medio-alte e costanti. Predilige sistemi di allevamento a media espansione e la vendemmia si effettua nei primi quindici giorni di settembre. Il Colorino è molto sensibile all’oidio ma sopporta bene i parassiti. Viene coltivato nelle province di Firenze, Arezzo, Siena e Pistoia in Toscana e alcune piccole aree del Lazio, delle Marche e dell’Umbria. Nelle nuove vinificazioni in purezza il Colorino riesce a fornire vini spessi e profondi, di un colore che ricorda la barbabietola, con buone gradazioni alcoliche e di buona struttura, anche se caratterizzati da bassa acidità. Viene abbinato con primi al ragù, carni rosse non troppo elaborate, ma anche con salumi e formaggi stagionati.

Caratteristiche ed Attitudini colturali

Produzione: media e costante nei cloni di cui ci si occupa.

Posizione del primo germoglio fruttifero: 3°-4° nodo.

Numero medio di infiorescenze per germoglio: 1-2.

Resistenza ai parassiti ed altre avversità: ai comuni parassiti della vite presenta una resistenza normale; in talune esposizioni si mostra sensibile agli attacchi dell'oidio.

Comportamento rispetto alla moltiplicazione per innesto: normale; secondo il De Astis (1937) presenta deficiente affinità d'innesto con taluni soggetti americani; infatti lo ritiene vitigno di affinità buona con gli ibridi europeo-americani e con gli ibridi americo-americani quali i Riparia x Rupestris ed i Berlandieri x Riparia; afferma che è di deficiente affinità con le Rupestris, specie con la Du Lot.

Utilizzazione

Per la vinificazione. E' considerata ottima uva per il "governo all'uso toscano".

Tabella Caratteristiche portainnesti

ROSSE VINO

Innesti in scatola rossa

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