Petit Rouge

Timbro Vivai Giovannini Romano

Il Petit Rouge viene da molti considerato il migliore vitigno a bacca nera della Valle d’Aosta, di cui è con tutta probabilità da considerarsi un reale autoctono. Le prime traccie della sua coltivazione risalgono all’epoca dell’antica Roma. A seguito dell’abbandono delle campagne dovuto alle invasioni barbariche, solo poche viti superstiti riuscirono a permanere, dando vita a nuove varietà attraverso ripetute riproduzioni da seme. In questo modo, probabilmente, ebbero origine vitigni autoctoni come il Petit Rouge e il Vien de Nus. La zona di coltivazione del Petit Rouge si estende dal comune di Saint Vincent fino ad Avise, fino ad altezze che sfiorano gli 800 metri. Come molti altri vitigni valdostani, sembra potersi ricollegare alla famiglia degli autoctoni “Orious“, che a sua volta include due sottofamiglie, i “Gros Orious” e i “Petits Orious” cui il vitigno Petit Rouge appartiene.

In Valle d’Aosta ci sono piccole produzioni ottenute da storici vigneti di Petit Rouge coltivati lungo la valle della Dora Baltea. Il Petit Rouge è tra i vitigni preferiti dai viticoltori valdostani per la sua resistenza, le buone rese e le sue proprietà enologiche. Conosciuto anche come “Pitchou Rodzo”, il Petit Rouge ha grappoli che si distinguono per la dimensione molto ridotta degli acini. Il Petit Rouge dà un vino dal colore rosso violaceo tendente al granato e dal profumo intenso, con note di rosa canina, viola, lampone e mirtillo tendente, col tempo, alla mandorla amara. Il Petit Rouge è l’uva base utilizzata per una vasta gamma di vini rossi inclusi nella Valle D’Aosta DOC, soprattutto nelle sottozone Enfer d’Arvier e Torrette.

Caratteristiche ed Attitudini colturali

Vigoria: media (o anche debole), con portamento cespuglioso; generalmente viene potato con un sistema tipo Guyot, con un capo a frutto piuttosto corto (4-5 gemme), per lo più legato orizzontalmente su listelli di legno di castagno. Si presta però anche all'alberello.

Produzione: abbastanza regolare, ma in generale appena media.

Posizione del primo germoglio fruttifero: generalmente al 3° nodo.

Numero medio delle infiorescenze per germoglio: da 2 a 3.

Resistenza alle avversità: resiste bene ai freddi invernali; ma è sensibile all'eccessiva umidità sia nel suolo che nell'aria, ed è sensibilissimo alle scottature dovute al sole, caso frequente pel fatto che il vitigno viene per lo più coltivato in esposizione di mezzogiorno e in terreni leggeri, che possono beneficiare del calore proveniente dal riverbero del sole sulle roccie retrostanti; piuttosto delicato alla peronospora, ma specialmente all'oidio; e nelle annate in cui essi infieriscono, alle tignole.

Comportamento rispetto alla moltiplicazione per innesto: anche se talvolta viene ancora moltiplicato franco di piede, viene oggi per lo più innestato; preferibilmente su Kober 5BB; più raramente su 420A.

Utilizzazione

L'uva viene esclusivamente destinata alla vinificazione. Nelle località dove ormai da tempo i vini godono d'una notevole rinomanza, "Torretta" nel comune di St. Pierre, viene vinificata da sola; negli altri casi mescolata con quella di altri vitigni.

ROSSE VINO

Tabella Caratteristiche portainnesti
Innesti in scatola rossa

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